Il Decreto Legislativo 231/2001 ha definito un regime di responsabilità amministrativa degli enti in relazione alla commissione, in loro vantaggio o nel loro interesse, di una serie tassativa di reati da parte di propri amministratori, dipendenti o collaboratori. Tale responsabilità, che si aggiunge a quella penale, personale, dei soggetti che hanno materialmente operato e che determina l’irrogazione di sanzioni pecuniarie, e nei casi più gravi anche di tipo interdittivo, in capo all’ente, trae origine dall’attribuzione a quest’ultimo di una “colpa di organizzazione” in relazione all’omessa costituzione, secondo canoni di accortezza e diligenza, di una struttura organizzativa e gestionale interna idonea ad impedire, o comunque limitare, le possibilità di commissione dei reati in questione nello svolgimento della propria attività.
Il Decreto prevede, a determinate condizioni, la possibilità per l’ente di andare esente da tale responsabilità nel caso in cui lo stesso abbia adottato ed efficacemente attuato un modello interno di organizzazione, gestione e controllo - comprendente anche un codice etico di comportamento ed un adeguato apparato sanzionatorio/disciplinare - idoneo a prevenire i reati considerati, ed abbia nominato altresì al proprio interno un organismo di vigilanza, autonomo ed indipendente dai vertici aziendali, dotato di idonei poteri di iniziativa e controllo, preposto a vigilare sul funzionamento e l'osservanza del modello ed a curare il suo eventuale aggiornamento.
Ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D.Lgs. 231/2001 l'Associazione Italiana Editori ha deciso di elaborare un codice di comportamento idoneo a fornire le linee guida per la predisposizione da parte delle aziende editoriali librarie modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei alla prevenzione dei reati individuati come più sensibili per il settore.
L’indirizzo assunto nell’ideazione e nella realizzazione di tale progetto è stato quello di concepire le Linee Guida come uno specifico documento dedicato agli editori di libri, focalizzato sulle peculiarità del settore in cui esse operano, e di realizzarlo in forma di integrazione delle più generali Linee Guida predisposte da Confindustria.
Il codice di comportamento elaborato dell'AIE, nel novembre del 2011, ha superato il vaglio di idoneità del Ministero delle Giustizia.