La pirateria nell’editoria libraria ai tempi dell’Intelligenza Artificiale
La quarta indagine Ipsos Doxa commissionata da AIE
La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). A questo numero va però aggiunto quello, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti e compendi generati dell’Intelligenza Artificiale, che sono molto diffusi. I riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti, secondo la prima rilevazione compiuta in questo senso nella quarta analisi dell’istituto di ricerca Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Editori (AIE) sulla pirateria nel mondo del libro. Le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso (con percentuali tra il 20% e il 36%) condivise con conoscenti e amici, o tramite sistemi di comunicazione elettronici.
Stima in milioni di euro del danno economico causato dalla pirateria all'editoria
Posti di lavoro persi complessivamente nel mondo del libro e nel suo indotto
Percentuale italiani sopra i 15 anni che hanno compiuto almeno un atto di pirateria editoriale
Percentuale italiani sopra i 15 anni che sono consapevoli che gli atti di pirateria sono illeciti
La ricerca Ipsos Doxa per AIE è stata svolta a ottobre del 2025 su un campione complessivo di 3800 individui intervistati online (CAWI) che hanno permesso di raccogliere evidenze su tre target; 2700 adulti (più di 15 anni) rappresentativi per genere, età, area geografica, ampiezza centro, professione e titolo di studio, 805 studenti universitari rappresentativi per genere, età e area geografica e 785 liberi professionisti rappresentativi per area geografica.