Nuovo DPCM: per il settore editoriale valgono le misure di sicurezza già previste

Con il DPCM del 13 ottobre 2020, corredato dalla consueta lunga serie di allegati, in vigore dal 14 ottobre al 13 novembre 2020, sono state accentuate le misure di prevenzioni personali, ma con nessun riflesso sulla filiera editoriale. Di seguito i contenuti principali:

Il DPCM conferma l’uso dei sistemi di protezione delle vie respiratorie (“mascherine”) alle stesse condizioni anticipate dal DL 125/2020: evidenziamo che stante il richiamo, reiterato dal DPCM, dei Protocolli di sicurezza in essere, in particolare dal Protocollo del 14 marzo 2020 (rinnovato il 24 aprile 2020), nei luoghi di lavoro continuerà a trovare pertanto applicazione detto Protocollo, la nota disciplina sul distanziamento sociale, ancorché il DPCM indichi, in forma di regola generale, l’“isolamento” come condizione di esenzione dall’uso della mascherina in qualsiasi luogo chiuso (o aperto).

Il Decreto prevede che le misure in tema di uso delle mascherine e di distanziamento possano essere derogate solo attraverso protocolli validati dalla Commissione tecnico-scientifica.

Se il Decreto si sofferma anche sui comportamenti della popolazione nelle proprie abitazioni (e presso altri contesti della vita sociale e particolari contesti commerciali) e sulle attenzioni da avere nell’uso dei trasporti pubblici e rispetto all’impiego dell’app Immuni, con riguardo all’ambito delle attività industriali e commerciali l’art. 1, comma 6, lettera dd) e l’art. 2 confermano le disposizioni già in essere. Pertanto, anche per il settore della filiera editoriale nulla cambia rispetto al passato.

Il DPCM avrà efficacia dal 14 ottobre al 13 novembre 2020.

13/10/2020