ARROW è un progetto finanziato dalla Commissione Europa nell’ambito del programma eContentplus che riunisce un consorzio di partners e associati di oltre 30 organizzazioni di 13 paesi europei tra biblioteche nazionali ed universitarie, associazioni di editori ed autori, società di gestione collettiva dei diritti, organismi internazionali come EDL, IFRRO, FEP.
Scopo del progetto è sviluppare soluzioni tecniche in grado di facilitare la gestione delle informazioni sui diritti nei programmi di digitalizzazione di libri su larga scala sia a livello nazionale che europeo ed internazionale.
ARROW è coordinato dall’Associazione Italiana Editori mentre il partner tecnologico incaricato di sviluppare l’infrastruttura di sistema è il CINECA di Bologna, il maggiore consorzio tecnologico universitario italiano.
Il progetto nasce come risposta all’esigenza di colmare il cosiddetto “buco del XX secolo” nelle collezioni digitali europee ovvero dalla necessità di includere in queste collezioni anche opere recenti le quali, essendo ancora sotto diritti, non possono essere digitalizzate senza autorizzazione da parte dei legittimi titolari.
ARROW si propone quindi di facilitare l’accesso ai contenuti digitali nel rispetto del diritto d’autore. Per realizzare tale obbiettivo, ARROW sta sviluppando una infrastruttura distribuita europea di banche dati bibliografiche e relative alla gestione dei diritti d’autore grazie alla quale potrà determinare se un opera è protetta da copyright o in pubblico dominio, se in commercio o fuori commercio e individuare i riferimenti dei titolari dei diritti da contattare per ottenere la licenza di digitalizzazione, oppure dichiarare che l’opera è orfana.
Nel fare ciò, ARROW si basa e vuole dare una realizzazione concreta agli strumenti e alle soluzioni adottate dal Digital Libraries High Level Expert Group e il suo copyright subgroup creati dalla Commissione Europea che infatti citano ARROW come progetto di punta per lo sviluppo delle biblioteche digitali in Europa.
Il sistema sviluppato dal progetto potrà essere utilizzato dalle biblioteche – e, in prospettiva, anche da altri attori della filiera editoriale interessati a realizzare collezioni di contenuti digitali - per ricercare i titolari dei diritti delle opere che intendono digitalizzare, fornendo così uno strumento operativo concreto (ancorché non esclusivo) in grado di rispondere alle esigenze di creare e rendere disponibili in vario modo collezioni di opere in digitale.
I repertori di contenuti digitali, creati dalle biblioteche così come da privati, potranno infine essere resi disponibili agli utenti a condizioni diverse, secondo politiche che ciascun attore, pubblico o privato, potrà liberamente fissare.
L’obiettivo è dimostrare nella pratica come sia possibile gestire i problemi del diritto d’autore nel mondo digitale in modo non conflittuale attraverso la collaborazione tra autori, editori e biblioteche e l’uso innovativo delle tecnologie.